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Dati Eurostat. Roma Tre, necessaria una revisione della didattica

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COMUNICATO STAMPA

UNIVERSITÀ\EUROSTAT. ROMA TRE: REVISIONE DELLA DIDATTICA E PIU’ STRETTO COLLEGAMENTO CON IL MONDO DEL LAVORO E CON GLI STAKEHOLDER

Il rettore Mario Panizza: «In un’Europa che progredisce, in Italia i laureati che lavorano entro i tre anni sono una minoranza della minoranza dei giovani che si laureano. Gli atenei chiamati a fare la loro parte per uscire dalle secche della crisi»

Roma, 7 gennaio 2016. «I dati Eurostat sono veri e propri campanelli d’allarme per la formazione universitaria in Italia, in un’Europa che invece va avanti. Il mondo accademico è chiamato oggi a compiere uno sforzo molto grande, da un lato per attrarre diverse tipologie di studenti (per estrazione sociale, per livello di formazione, per modi di erogazione, ecc.), dall’altro per rispondere in maniera efficace alle richieste di un mercato del lavoro in grave crisi», così il rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, Mario Panizza, all’indomani della diffusione dei dati Eurostat , relativi alle percentuali di occupazione dei laureati e dei diplomati nei 28 Paesi membri, che collocano l’Italia in una posizione critica: penultimi in classifica, in vantaggio solo sulla Grecia, siamo quasi il fanalino di coda in un’Europa che i dati mostrano, invece, in grande fermento. «I dati sono ancor più preoccupanti se si considera contestualmente sia il dato dell’occupazione dei laureati (il 52,9% trova lavoro entro tre anni, contro l’80,5% della media europea) sia che l’Italia è all’ultimo posto in graduatoria nella percentuale di giovani laureati (nella fascia tra i 30 e i 34 anni gli italiani hanno la maglia nera per l’educazione terziaria con appena il 23,9% di laureati a fronte del 37,9% della media Ue). Insomma, i laureati che lavorano entro i tre anni sono una minoranza della minoranza dei giovani che si laureano». 

Come far fronte a questa duplice necessità? Secondo il rettore Panizza, «le Università devono essere promotrici del cambiamento, puntando anche a valorizzare i corsi di laurea triennale con chiari sbocchi lavorativi e una preparazione immediatamente professionalizzante. Roma Tre ritiene strategica un’inevitabile revisione delle forme tradizionali della didattica universitaria, sia nei contenuti sia nei metodi, che permetta non solo di portare ad alto livello l’istruzione professionale superiore, ma anche di rispondere concretamente alla domanda proveniente dal territorio e dai contesti socio-economici e culturali in cui l’ateneo stesso è inserito. Rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro, coinvolgendo sempre più gli stakeholder, può essere il primo passo per far uscire dalle secche della crisi il mondo accademico italiano».

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