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Teatro Palladium. “Psicosi delle 4.48” (dal 20 al 24 ottobre)

COMUNICATO STAMPA

PSICOSI DELLE 4.48 DI SARAH KANE. SINFONIA PER UNA VOCE SOLA

Da martedì 20 a sabato 24 ottobre 2015 – ore 20,30
Domenica 25 ottobre – ore 18

Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano 8 Roma

Traduzione di Barbara Nativi
regia di Walter Pagliaro
con Micaela Esdra

Assistente alla regia: Ilaria Grieco
Produzione Associazione culturale Gianni Santuccio

Al Teatro Palladium dal 20 al 24 ottobre va in scena una pièce unica dai contorni forti, una tragedia contemporanea di grande livello: “Psicosi delle 4.48”, l’ultima opera della drammaturga britannica Sarah Kane, scritta nel 1999 prima di suicidarsi. La testimonianza della depressione e del disordine mentale dell'autrice, che dopo aver completato il testo fu ricoverata in ospedale in seguito a un tentativo di suicidio. Lasciata sola tre ore per mancanza di personale, s’impiccò con i lacci delle scarpe il 20 febbraio del 1999. Aveva 28 anni.

«Con questo testo – spiega il regista Walter Pagliaro – la Kane prosegue il cammino di progressiva disintegrazione della struttura drammatica che aveva avviato nelle esperienze precedenti. In “Psicosi” non ci sono più personaggi, ma voci che raccontano, gridano, soffrono e giocano anche, intersecandosi fra loro e rubandosi il tempo». È il dolore il comune denominatore fra frammenti di esperienze, ricordi, odori e sensazioni che riaffiorano alla memoria in modo caotico e repentino, senza una logica apparente, come degli scarafaggi che si muovono nella testa di una donna devastata dall'improvviso irrompere dell'emozione. «Insieme a Micaela Esdra – prosegue Pagliaro - abbiamo cercato di mettere sotto la luce fredda dei proiettori proprio quella testa che cerca disperatamente la sua ombra, il suo doppio, forse la sua vera identità».

Costituito da un lungo monologo e da un allestimento minimale, “Psicosi delle 4,48” (secondo le statistiche è l'orario in cui si prova la più forte tentazione verso il suicidio), non è però solo la dolorosa lettera di una donna disperata, ma rappresenta “una sorta di trattato riguardo al vivere con consapevolezza”, come scrive Endward Bond, e al contempo un riflessione sul teatro stesso, privo non solo di personaggi o indicazioni di scena, ma anche di illusioni o effetti consolatori. «Allora - spiega Pagliaro - scompare anche la punteggiatura e persino l’impostazione della pagina scritta subisce sussulti continui, terremoti tipografici, come se le parole possano staccarsi autonomamente dal loro contesto naturale per assurgere a vita propria, come pietre da scagliare contro qualcuno. Il teatro può, sa e deve lanciare le sue provocazioni, i suoi sassi contro i benpensanti, altrimenti non ha ragione di essere. Ogni processo di alleggerimento evasivo, di perbenismo gratificante, di compostezza civica, di integrazione nelle istituzioni, è secondo la scrittrice inglese la tomba stessa del teatro». “Impazzisci e muori o diventa equilibrato e malsano”, scriveva Antonin Artaud, e questa frase lancinante Sarah Kane l'aveva affissa sui muri che imprigionavano la sua stessa esistenza. «A me – conclude il regista – piacerebbe appenderla in teatro perché, nella sua assolutezza, esplicita il disagio, il malessere e l'orrore per quello che accade quotidianamente intorno a noi».

→ Walter Pagliaro su "Psicosi 4.48" 

→ Immagine di scena

Costo biglietti: Posto unico: 15 €, ridotto: 5 €

Per informazioni: tel. 06/97602968
info@mentiassociate.it