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Bene il decreto Giannini, ma valorizzare le Università migliori

COMUNICATO STAMPA

UNIVERSITA’. ROMA TRE: BENE IL DECRETO DEL MINISTRO GIANNINI, MA VALORIZZARE LE UNIVERSITA’ MIGLIORI

Il rettore Mario Panizza: “Nel decreto sul Fondo di finanziamento ordinario 2015 luci ed ombre”

Roma, 6 giugno – «Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’approvazione del decreto con i criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle Università statali ma, ribadiamo, per applicare il criterio della premialità serve aumentare ulteriormente il finanziamento del fondo ordinario, la principale fonte di entrata degli atenei. Per sostenerlo sono necessarie risorse aggiuntive, destinate a incentivare gli atenei che puntano sulla qualità e l’innovazione». Così il rettore di Roma Tre, Mario Panizza, commenta il decreto approvato dal ministro dell’Istruzione e Università Stefania Giannini. «Speriamo di poter contare in futuro su più congrui fondi che vadano soprattutto a sostenere e promuovere le attività d’ateneo in base al merito e all’efficienza». (Roma Tre è un “ateneo emergente”, tra i primi 100 al mondo nella classifica “Timer Higher Education 100 under 50” riguardante le università in crescita con meno di 50 anni, ndr).

Il rettore Panizza non sottovaluta gli aspetti positivi del provvedimento: «Questo Ffo ha luci e ombre», aggiunge. «Positiva è l’anticipazione dell’emanazione del decreto rispetto agli anni passati: saremo pertanto in grado di pianificare gli interventi dell’anno accademico con maggior respiro, anche se sarebbe necessario avere ancora più tempo e, soprattutto, indicazioni più mirate per definire la programmazione triennale. Altra decisione che apprezziamo è il mantenimento delle risorse stanziate per sostenere un piano giovani e incentivare, mediante cofinanziamento, le chiamate di docenti esterni e, più in generale, per favorire la mobilità all’interno del sistema rispetto all’estero».

Commentando le dichiarazioni del sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, che auspica una valorizzazione di tutti gli atenei, anche minori, su tutto il territorio nazionale, Panizza riflette: «Alle origini dell’esodo degli studenti dal Sud al Nord Italia vi è la posizione dell’allora ministro Mariastella Gelmini secondo la quale le università costavano troppo. Da qui, il disamoramento verso una struttura vittima di un messaggio “subliminale”: l’università non è indispensabile. Il calo nel Meridione non dipende dalla dequalificazione degli atenei, ma principalmente dalle maggiori difficoltà a inserirsi in quel territorio nel circuito lavorativo. Non ci stupiscono i dati sconfortanti forniti dal Ministero dell’Istruzione sulla desertificazione delle università del Sud. Questi sono la conseguenza inevitabile di una politica che ridotto i fondi e introdotto costi standard (meno iscritti, meno soldi). Con queste premesse, l’unico modo di rilanciare l’università in Italia, al Sud come al Nord, è quello di “fare rete” con atenei territoriali, creare collegamenti per razionalizzare le risorse e le competenze. Forse così anche al Sud le università potranno ricominciare a crescere».